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Chiudere per ferie senza sparire: cosa lasciare acceso ad agosto

Ad agosto quasi tutte le aziende spengono tutto e riaprono a settembre come se niente fosse. Ma chi cerca in quelle settimane spesso sta preparando i lavori dell'autunno. Ecco cosa vale la pena tenere acceso, cosa mettere in pausa senza rimpianti e come preparare il rientro prima di partire.

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1 luglio 2026
5 min di lettura
Una mano regge uno smartphone con il modulo di richiesta di un sito, davanti a una saracinesca abbassata con il cartello Chiuso per ferie

In 30 secondi

Chiudere non è un problema, sparire senza dirlo sì. Vanno dichiarate le date ovunque, lasciato aperto un modo per essere contattati e messo in pausa tutto ciò che genera richieste che nessuno leggerà.

Ogni anno succede la stessa cosa. Nell'ultima settimana di luglio si chiude la saracinesca, si spengono le campagne, si smette di pubblicare, e si riapre tutto il primo lunedì di settembre. Tre settimane di silenzio totale, decise in cinque minuti mentre si pensava già alle valigie.

È comprensibile, e in buona parte è anche giusto: le ferie servono. Il problema non è chiudere, è sparire senza dirlo. Perché nel frattempo qualcuno ti cerca, non ti trova, e va da un altro.

La differenza tra le due cose costa mezza giornata di lavoro prima di partire.

Chi ti cerca ad agosto non è in spiaggia

Il pregiudizio è che ad agosto non cerchi nessuno. Non è così, ed è facile verificarlo da soli: apri le statistiche del sito e guarda agosto dell'anno scorso. Nella maggior parte delle aziende con cui lavoriamo il traffico cala, ma non si azzera mai. Cala il volume, non l'intenzione.

Anzi, spesso succede il contrario. Chi ti cerca in quelle settimane è una persona che finalmente ha tempo di guardarsi intorno con calma. Sta prendendo le misure per il bagno da rifare a ottobre, sta confrontando tre fornitori per un lavoro che partirà a settembre, sta leggendo il tuo sito la sera senza il telefono che squilla.

Sono le richieste migliori dell'anno. Arrivano da persone che stanno decidendo, non da curiosi. E arrivano in un momento in cui i tuoi concorrenti, quasi tutti, hanno il telefono staccato.

Le tre cose da sistemare prima di partire

Non serve un piano. Servono tre informazioni chiare, messe dove le persone le cercano davvero.

Dì quando chiudi e quando riapri, ovunque. Le date della chiusura vanno sul sito, sulla scheda della tua attività su Google e nelle informazioni dei profili social. Non è burocrazia: un'azienda che dichiara "chiusi dal 9 al 24 agosto, riapriamo lunedì 25" trasmette esattamente il contrario di un'azienda che non risponde e basta. Nel primo caso sei un'azienda organizzata, nel secondo sembri sparita.

Lascia un modo per lasciare un contatto. Il modulo del sito deve restare acceso e la risposta automatica della posta deve dire una cosa sola, ma detta bene: quando torni e che la richiesta è stata ricevuta e verrà gestita al rientro, in ordine di arrivo. Chi ha davvero fretta capirà e aspetterà; chi non ha fretta si sentirà comunque considerato.

Decidi chi guarda la posta, e ogni quanto. Anche solo dieci minuti ogni due o tre giorni, da una persona sola. Non per lavorare in ferie, ma per intercettare l'unica richiesta importante che merita una risposta immediata e per non trovarsi centoventi messaggi il 25 mattina.

Cosa spegnere e cosa tenere acceso

Qui la regola è una sola, e vale più di qualsiasi calcolo sul budget: non tenere acceso niente che generi richieste a cui nessuno risponderà.

Una campagna che continua a portare contatti mentre l'azienda è chiusa non ti sta facendo un favore. Ti sta comprando, a tuo carico, un elenco di persone che ti hanno scritto e che per venti giorni non riceveranno risposta. Al rientro quelle persone hanno già chiamato qualcun altro, e tu hai pagato per farti ricordare male.

Quindi, in pratica.

Metti in pausa le campagne che chiedono un contatto se nessuno leggerà quelle richieste. Non abbassare il budget: mettile in pausa e basta. Sono soldi che non producono niente.

Tieni accese le campagne che portano traffico al sito e alle schede prodotto se vendi online e le spedizioni partono comunque, o se il tuo prodotto si guarda ad agosto e si compra a settembre. In quel caso agosto è la vetrina, non la cassa.

Sulla ricerca locale non toccare niente, a parte le date di chiusura. Chi cerca un'attività vicino a sé continua a farlo tutto l'anno, e quella presenza non ti costa nulla.

Sui social, riduci senza sparire. Due o tre contenuti in tutto il mese, programmati prima di partire, sono sufficienti a non lasciare un profilo fermo da luglio. Un profilo con l'ultimo post di sei settimane fa, per chi ti sta valutando, è un piccolo segnale che qualcosa non va.

Il rientro si prepara a luglio, non a settembre

Questa è la parte che quasi nessuno fa, ed è quella che rende tutto il resto utile.

La prima settimana di rientro è la più preziosa dell'autunno: le persone tornano con i budget da spendere e le decisioni da prendere. Se la passi a smaltire la posta arretrata, l'hai persa.

Prima di chiudere, prepara tre cose e lasciale pronte in una cartella: l'elenco delle persone da richiamare per prime, un messaggio di rientro già scritto da mandare ai contatti raccolti in agosto, e la data in cui riaccendi le campagne, segnata sul calendario da qualcuno che c'è. Sono trenta minuti a luglio che ti fanno guadagnare una settimana a settembre.

E se in agosto hai lasciato acceso il modulo del sito, quella cartella al rientro non sarà vuota. È lì che sta il ritorno di tutto questo lavoro noioso.

In sintesi

Chiudere per ferie non è un problema. Sparire senza dirlo lo è, perché il silenzio non viene letto come "sono in ferie", viene letto come "non c'è più nessuno".

Dichiara le date dappertutto, lascia aperto un modo per essere contattato, spegni tutto quello che produce richieste che nessuno leggerà e tieni acceso quello che si limita a farti vedere. Poi prepara il rientro prima di partire, finché hai ancora la testa sul lavoro.

Sono poche ore di lavoro a luglio. Il vantaggio è che, mentre quasi tutti i tuoi concorrenti sono irreperibili, tu sei un'azienda che risponde anche quando è chiusa.

Se vuoi che guardiamo insieme cosa conviene tenere acceso nel tuo caso, scrivici prima di chiudere: in mezz'ora si decide, e parti tranquillo.

Domande frequenti

Conviene mettere in pausa le campagne ad agosto?
Vanno messe in pausa quelle che chiedono un contatto, se nessuno leggerà le richieste: una richiesta senza risposta per venti giorni è peggio di nessuna richiesta. Le campagne che portano semplicemente traffico al sito possono restare accese.
Cosa scrivere nella risposta automatica?
Una cosa sola, detta bene: quando si riapre, e che la richiesta è stata ricevuta e verrà gestita al rientro in ordine di arrivo. Chi ha davvero fretta capirà, chi non ne ha si sentirà comunque considerato.
Bisogna continuare a pubblicare sui social durante le ferie?
Basta ridurre senza sparire: due o tre contenuti in tutto il mese, programmati prima di partire. Un profilo fermo da sei settimane, per chi ti sta valutando, è un piccolo segnale che qualcosa non va.